giovedì 29 dicembre 2011

giorno 39

E anche lo stage da B&V è giunto al suo termine. Un totale di 114 ore di impaginazioni, rumori di plotter, telefoni che squillano ogni 22 secondi, calendari per bambini, loschi figuri che si aggiravano per la tipografia con fare da vampiro, scansioni di libri interi e freddo. Tanto freddo. Ah già… dimenticavo i tordi!
La tipografia è un luogo caotico. Per quella che è la mia esperienza, posso dire che uno studio grafico sta allo studio di un architetto come una tipografia sta a un cantiere. Mi spiego?
Esperienza interessante, dopo tutto. Anche abbastanza costruttiva. Ciò che ho imparato è che, nonostante io voglia fare il grafico e non il tipografo; è bene conoscere quello che in fase di stampa si può fare e quello che no. E non ho certo scoperto l’acqua calda!
Insieme allo stage di 3 anni fa, anche questa è un’esperienza di quelle che ti fanno capire che il mondo della grafica - in scala, diciamo, territoriale - non è quel bel paese delle meraviglie che uno si aspetta quando fa le superiori o l’accademia. La gente, là fuori, vuole il tuo sangue… e una finta miscela di magenta e giallo non basta, quelli lo assaggiano!

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