mercoledì 30 novembre 2011

giorno 10

Due giorni fa sono tornati i tordi. Tordi ovunque! Mi sono chiesto se il mio fosse uno stage come grafico o come ornitologo.
Oggi invece… no, vabè, quello che ho fatto oggi non lo posso dire: mi vergogno. Non tanto a livello progettuale, anzi, per quello niente da dire, più che altro per i contenuti di quello che ho dovuto impaginare. Evvabbè.
Ormai il mio navigare in internet è diventato spudorato: sono passato ai trailer sul sito della Apple. Benedetti i momenti di non-assegnazione di lavoro!
Niente da aggiungere. Passato l’entusiasmo per l’apertura del blog, credo che la frequenza di pubblicazione calerà un po’.
Cheers.

venerdì 25 novembre 2011

giorno 5

Kubrick non è morto. Si è trasferito in provincia di Pisa, ha imparato la lingua del posto, parla con voce roca, veste vagamente trasandato ed è un cliente di B&V, la tipografia dove sto facendo lo stage.
Scherzi e sosia di Kubrick a parte, oggi da B&V s’è presentato davvero un regista… meno famoso di Kubrick ma comunque un volto noto in terra nostrana: regista che ovviamente non citeremo, per questioni di privacy… no, soprattutto perché non voglio fare nomi su questo blog. Eccetto quelli che ho già fatto. E che farò.
Oggi lavoro da catena di montaggio: ho scannerizzato due libri e preparato per la stampa le scansioni di uno di questi, nella fattispecie un libro di fisica di 400 e passa pagine. Sistemandolo con InDesign, avrei voluto lasciare una traccia di me, tipo, non so, in un angolino in basso scrivere in corpo 6: “Tu che stai leggendo, sappi che qualcuno, cioè io, ha dovuto scannerizzare questo libro e poi reimpaginare ogni scansione perché tu avessi la tua copia a metà prezzo: se può servire a farti stare peggio, io sono qui a fare uno stage non pagato.” L’alternativa era modificare una foto trasformando Isaac Newton nel Joker di Heath Ledger (come da figura).
Non ho fatto niente di tutto questo.
Ho preferito serbare il rancore per il giorno in cui anche io avrò degli stagisti sotto mio comando. Risata malefica.

giovedì 24 novembre 2011

giorno 4

I tordi sono tornati. Mille immagini di piume d’ali, tutte uguali. Mi sembrava di essere ne Gli uccelli di Hitchcock. A parte ciò, lezioncina teorica su digitale vs. offset: repetita iuvant.
La minaccia di domani si presenta sotto forma di un intero libro di testo (con tanto di appunti, sottolineature e disegnini) da scansionare. Ho paura.

mercoledì 23 novembre 2011

giorno 3

Da quello che mi è dato di capire e di sapere, c’è parecchio fermento da B&V (leggere il post precedente per capire cos’è B&V): il mio tutore fa la spola tra la sua postazione Mac e il resto della tipografia, la gente sclera, la carta in macchina finisce. In compenso oggi ho fatto due lavorini più soddisfacenti di quelli precedentemente descritti e ho interagito telefonicamente con un cliente: al terzo giorno di stage mi sembra un risultato piuttosto dignitoso. Al terzo giorno di uno stage che ho fatto 3 anni fa, mi facevano ancora ricalcare loghi in vettoriale e mi canzonavano perché non fumavo.
Come promesso e premesso, ho scoperto dov’è il bagno. E ho iniziato audacemente a navigare su internet nei momenti in cui non mi danno nulla da fare: fissare il muro, alla lunga, stanca. Per fare bella figura sono stato quasi esclusivamente su siti di graphic design; non che il mio tutore, che da ora in poi chiameremo MM (sono le sue iniziali; precisazione inutile, ma sentivo la mancanza di parentesi), stia lì a guardare che siti frequento, ma non voglio farmi beccare su Facebook…
Un  quesito mi sorge spontaneo: posto che il caffè da B&V è gratis perché invece del distributore meccanico c’è una macchinetta a cialde e che, come già spiegato, non mi danno neanche mezzo centesimo, come stagista ho diritto ad almeno un caffè al giorno?

martedì 22 novembre 2011

giorno 1 e 2

Inizio con un post cumulativo, perché è bene che vi enarri anche i di ieri avvenimenti.
Ieri, 21 novembre 2011 (così vi fate un’idea), ho iniziato uno stage come grafico/impaginatore presso una rinomata tipografia pisana, che per questioni di privacy, chiameremo semplicemente B&V.
Dopo una serie di ritardi, dovuti ad alcune inadempienze burocratiche da parte dell’accademia privata che frequento (no, non sono affatto ricco) e che doveva organizzare lo stage, il suddetto ha avuto inizio. 
Come sono arrivato allo stabilimento di B&V, giusto un paio di convenevoli e mi hanno messo subito a impaginare un libro sugli uccelli di non so quale parco naturale. Ho visto più foto di tordi io in due giorni che l'impaginatore di Diana.
Tuttavia non mi aspettavo di meglio, anzi, secondo quelle che erano le mie aspettative e brevi esperienze passate, poteva andarmi molto peggio. Escluso che ho avuto un sonno atroce per tutta la durata del turno (5 ore), non mi posso lamentare.
Oggi, invece, ho scoperto dove tengono il caffè: il macchinario è quasi vintage, ma almeno è gratis, 10 punti per B&V. Il prossimo passo sarà capire dov’è il bagno.
La persona che mi segue (figura che i moduli chiamano volgarmente “tutor”) è molto gentile ma anche molto impegnata, tanto che a volte avendo bisogno di lui per procedere col lavoro, devo aspettare dei lunghissimi minuti in cui fisso il monitor chiedendomi se farmi trovare su internet al suo ritorno sia cosa buona o meno: nel dubbio continuo a fissare il monitor e basta. Del resto non sono lì per stare su Facebook, ma per lavorare. Pffff.
Pecca di B&V numero uno: è una tipografia molto grande e quindi anche molto fredda; devo capire se il riscaldamento non è sufficiente a riscaldare tutto l’ambiente o se il comfort climatico non è proprio contemplato nei miei diritti. Fatto sta che prima dello scadere delle 150 ore di stage che mi spettano, lì dentro ci morirò.
Pecca di B&V numero due: una grossa tipografia, per essere tale, deve avere dei grossi macchinari; dei grossi macchinari, per essere tali, devono fare molto rumore. La stanza dove sono io, a causa del continuo via vai umano, ha la porta sempre aperta e il rumore dei grossi macchinari la pervade ed il mio livello di sopportazione si abbassa ogni giorno di più. Dannati plotter.
Finito di impaginare decine di particolari anatomici di tordi bottacci, siamo passati ad un lavorino ancora meno gratificante ma che qualcuno doveva fare: trascrivere le traduzioni in inglese degli ingredienti delle pizze di una pizzeria di non so dove (tutte le preposizioni sono volute).
Per oggi direi che è tutto. Saluti di Mr. Tomato sauce e Mrs. Mozzarella cheese.

giorno 0

Quello che state leggendo vuole essere un post introduttivo di quello che vuole essere il diario virtuale (e pubblico) di quello che vuole essere un giovane grafico.
Con “giovane” intendo dire che al momento in cui sto scrivendo ciò (novembre 2011), ho 8000 giorni di vita, più spiccioli; racconterò qui, quelle che saranno (se ce ne saranno) le mie avventure nel mondo del graphic design.
Non ho la pretesa di essere un ganzo, uno bravo a scrivere, uno che scrive cose interessanti; inizio questo blog per 3 motivi:
1. (quasi) tutti hanno (almeno) un blog
b. l’altro blog che ho non è nato per essere un diario, ma un ricettacolo di argomenti casuali dove queste “pagine” non troverebbero collocazione
III. ho voglia di buttare giù queste righe e condividerle col mondo! Ok?
Passo e chiudo. Per ora.

P.S. Mi piace (molto) usare le parentesi [tonde (ma anche quadre)].